Chi conosce Rione Monti oggi ne apprezza le istrioniche qualità di un quartiere di Roma dalle molte facce. Quella di luogo grido della movida Romana o di punto d’incontro dall’atmosfera un pò radical chic di Via Urbana e Via Panisperna, le strade più note di questa parte della città e conosciute dalla maggior parte dei romani. E’ inoltre uno dei quartieri storici di Roma ad ospitare alcune tra le poche, superstiti botteghe artigiane di Roma che svolgono il loro lavoro accanto al barbiere di tendenza o al negozio (costoso) di usato firmato. Molte e numerose sono anche le attività ricettive che hanno fatto di questo quartiere un concentrato di proposte dal sapore squisitamente tradizionale o caratterizzate da soluzioni di ospitalità all’avanguardia. Insomma, il design, la creatività ed anche una certa aria “posh” caratterizzano questo caleidoscopio di luoghi, colori e persone, unico forse nel panorama romano..

Ma c’è molto altro , dietro questi muri che trasudano storia e queste viuzze labirintiche ( a giudicare dalla mole di turisti che si perdono ogni giorno nel quartiere senza sapere come tornare al loro hotel o b&b 🙂 Questo , un tempo, è stata la parte della Roma Antica dove proliferava il vizio ed il malaffare 🙂 Ma partiamo dall’inizio…. La parte più antica dell’attuale Rione Monti corrisponde a Piazza della Suburra e alle vie adiacenti. Ed il termine “Suburra” deriva dal latino Sub-urbe. Infatti questa parte, effettivamente ai piedi dei colli più importanti di Roma, veniva considerata sotto il livello urbano normale ed anche a livello naturale era un area paludosa ed insalubre. Al drenaggio della grande quantità di acqua provvedeva la Cloaca Maxima , il gigantesco sistema fognario ed idrico che avevano progettato gli ingegneri romani per assolvere alle esigenze di un centro urbano sempre più grande ed in continua espansione.

Considerata, nell’antichità, una parte poco pregiata ed importante della città , la Suburra , zona povera per elezione, conobbe rapidamente il suo sviluppo demografico fatto di poveri, di vagabondi ma sopratutto di prostitute che trovavano in quel volgo affamato i loro clienti migliori. Tanto da diventare, di fatto, il quartiere più densamente ricco di postriboli e simbolo indiscusso e lascivo di una Roma dalle tinte fosche ed oscure.
A partire dal Medioevo la situazione si ribaltò completamente. La rottura di molti acquedotti romani aveva causato, paradossalmente, una penuria di acqua ed un conseguente e repentino spopolamento che porto per molti decenni questa parte di Roma ad essere utilizzata prettamente per gli orti e le vigne.

Nel 1570, la riorganizzazione urbanistica voluta dal Papato, permise un graduale ripopolamento dell’area che , passando attraverso il grandi cambiamenti urbanistici del 1800, portò poi nel ventennio fascista la distruzione di alcune strade per far posto alla magniloquente retorica di Via dei Fori Imperiali ( all’epoca chiamata Via dell’Impero )
Insomma avreste mai creduto che il nostro amato Rione Monti avesse attraversato tutte queste trasformazioni? Come sempre la nostra splendida città svela tante sorprese e cela ancora chissà quanti segreti nel suo misterioso sottosuolo…









